IN MARCIA NELLA SAVANA FINO A MANGA
Dal 1942 i cristiani pregavano in una cappella di paglia
IL PELLEGRINAGGIO. Fin dai preparativi s’intuiva che sarebbero stati tanti i giovani partecipanti.
Per l’occasione, gli scout hanno fatto servizio d’ordine per tenere unito il gruppo durante
la marcia lunga 30 Km e intervallata da pause di preghiera nei villaggi attraversati lungo il cammino.
Per la prima tappa è stata scelta la bellissima chiesetta del villaggio di Doussa, piccola ma originale
per l’altare di pietra intagliata; qui P. Aurelio Gazzera, parroco e guida del pellegrinaggio,
con una meditazione su San Paolo ha dato il tono spirituale ai primi chilometri, fatti in silenziosa
preghiera: 351 giovani in marcia…
351 cuori in preghiera… sono stati una testimonianza semplice ma efficace.
La savana non dava chiari punti di riferimento, il paesaggio simile e quasi monotono illudeva le distanze
percorse e da percorrere. Ma i canti, intonati spontaneamente negli ultimi 4 Km, sono stati il segnale
evidente di quanto tutti si sentissero vicini alla meta. La marcia aveva passi di danza e si arricchiva
del suono dei fischietti e dei battiti delle mani.
La polvere rossa della pista sterrata colorava i vestiti
e i visi sotto un sole esageratamente caldo. Per l’occasione, l’infermiere
Giorgio Grandicelli e il giovane
William Erboli, oltre alla borsa del pronto soccorso, hanno trasportato acqua in fusti da 200 litri per
riempire le borracce di tutti.
BENVENUTI A MANGA. L’accoglienza del
villaggio di Manga ci ha sorpresi già lungo la strada, con un vivace e colorato
corteo venuto incontro ai giovani pellegrini agitando rami verdi per accompagnare gli ultimi 10 minuti di cammino.
Nonostante la fatica accumulata nelle 6 ore di cammino sotto il sole, i giovani hanno festeggiato l’arrivo al
villaggio
danzando attorno a due tam-tam suonati fino a sera. Padre Thierry-Charles, che da un anno guida i
cristiani di tutti i villaggi intorno a Bozoum, porta la cena: riso e fagioli per tutti, prima di stendere
le stuoie per la notte.
IL GIORNO DELL’INAUGURAZIONE. La luce dell’alba dà risalto alle pietre chiare della nuova chiesa, finita
da soli 10 giorni con l’aiuto di
Giovanni Viola, muratore di Venegono (Varese). Tutti indossano
il vestito a festa, diventando quasi irriconoscibili rispetto alla vigilia.
Il vestito della domenica
è sempre custodito con cura da questo popolo che durante la settimana sembra non avere di che vestire.
Padre Thierry confessa già da un’ora. L’inizio della S. Messa, prevista alle ore 8.30, slitta di un
quarto d’ora perché la fila fuori dal “confessionale” (una panca della chiesa) non è ancora esaurita.
Vesti liturgiche rosse per i ministranti, vesti bianche per i catechisti, la corale nelle prime file...
tutto è pronto! Durante la S. Messa, cuore della festa, tutti hanno portato il proprio dono all’altare: banane, manioca e i frutti del lavoro nei campi…
L’ora del pranzo s’avvicina e, mentre le donne impastano la manioca e cucinano il vitello, riprendono
le danze animate dai giovani dell’azione cattolica “Aita Kwé”.
Il rientro a Bozoum - rigorosamente a piedi -
ha rivisto il corteo dei giovani attraversare 30 Km di savana per raggiungere le proprie case prima che il
sole tramontasse. I giovani di Bozoum hanno davvero inaugurato bene la casa di Dio a Manga!
Ilaria Damonte
Cristina Sollami,
volontarie in missione