info@amiciziamissionaria.it
www.amiciziamissionaria.it
Essenza di Lavanda pro missioni
tel:+39 010.912.66.51
fax:+39 010.913.45.05
 
Santuario Arenzano >>
i missionari >>
la rivista >>
deducibilità e 5xmille >>
donazioni >>
volontari in missione >>
mostra missionaria >>
e-shop >>
 
   
Scrivici un'e-mail
Vai alla home page
Acqua potabile:
energia rinnovabile e fonte di sicurezza alimentare
L'ACQUA C'E' MA... NON SI VEDE
Il nostro impegno continua:
nuovo obiettivo è fare 3 pozzi entro l’anno



Dare da bere agli assetati” è una delle opere di carità corporale che fin dal 1971, quando i primi Frati Carmelitani sono arrivati in Centrafrica, abbiamo tentato di svolgere con tutto il nostro impegno: una buona e attenta gestione delle risorse idriche, infatti, migliora le infrastrutture per l’irrigazione, incrementa la produzione agricola e crea energia rinnovabile. Un esempio ne è la nuova centralina idroelettrica istallata alla Yolé da P. Renato.

In Centrafrica l’acqua “c’è ma non si vede”
Sebbene il sottosuolo della Repubblica Centrafricana possieda una delle reti idrografiche più dense del continente, la rete di distribuzione è praticamente assente.
Quando durante la stagione secca, da novembre a marzo, non piove quasi mai per 5 mesi, la possibilità di trovare acqua pulita nei fiumi diventa remota. Per questo motivo le donne sono costrette a percorrere a piedi fino a 7-8 Km per riempire grandi bacinelle d’acqua, necessaria a cucinare e lavare. Ma i fiumi non offrono acqua potabile perché le sorgenti a cielo aperto non sono conservate sufficientemente pulite; infatti sono inquinate dagli animali della savana o del villaggio e cariche di batteri, virus e vermi. Le amebe e gli anchilostomi causano malattie per tutti, in particolare bambini e gli anziani.
Per fare fronte a questi problemi, abbiamo sempre promosso la realizzazione di nuovi pozzi con caratteristiche ottimali per queste zone:

garantiscono la qualità dell'acqua perfettamente potabile;

possono essere perforati in zone comode da raggiungere e vicine ai centri abitati;

hanno un pescaggio profondo tale da non risentire delle fluttuazioni del livello di falda durante la stagione secca.
Si tratta di pozzi profondi dai 40 ai 120 metri, capaci di pompare dai 6.000 ai 10.000 metri cubi di acqua all'ora.

“Sperare per 6. Volere per 10”
Nel 2008 abbiamo fatto 6 nuovi pozzi: a Bozoum per l’orfanotrofio dei 220 bambini, nei villaggi di Bogali, Konkere, Bokongo, Baloua e Karaza.
Ecco le tappe dei lavori:

1) La sensibilizzazione della popolazione locale è la fase più delicata del lavoro. Per questo motivo abbiamo organizzato una campagna informativa attuata da animatori locali che di villaggio in villaggio sensibilizzano la popolazione sull' importanza delle norme d'igiene, corsi di formazione base per tecnici locali capaci d'assistenza e manutenzione dei pozzi e “Comitati di Gestione della risorsa idrica” con il compito di creare un “fondo cassa” per le spese di manutenzione futura.
2) Per la scelta della location dove fare il pozzo ci vuole poi un rabdomante abile nella “tecnica” delle bacchette di legno, che reagiscono ai cambiamenti dei campi magnetici, per individuare il luogo dove la falda acquifera attraversa il sottosuolo. Purtroppo nessun rabdomante sa dire a quanti metri di profondità si trovi l’acqua di cui avverte la presenza. Ad esempio, nel villaggio di Bogali l’acqua è stata trovata “presto”, a soli 35 metri di profondità; mentre per l’Orfanotrofio “Arc en Ciel” di Bozoum è stata necessaria una trivellazione profonda fino a 70 metri. Sembrava che quel giorno lo spruzzo d’acqua, primo segnale che l’acqua è stata “trovata”, non dovesse mai “spuntare” in superficie. Inoltre il rabdomante non sa se la falda acquifera darà acqua anche durante la stagione secca. E’ proprio vero che per superare le difficoltà bisogna “Sperare per sei. Volere per dieci…” come scriveva Michel Menu, rinnovatore dello scoutismo francese.
3) La trivellazione del terreno è eseguita da un’impresa specializzata che determina i costi in base alla profondità del pozzo (200 € al metro): se l’acqua è in profondità, il pozzo è un lavoro costosissimo perché richiede una trivellazione lunga e difficile che logora i macchinari.
4) I lavori procedono passando le tubazioni dentro la trivellazione sotterranea e istallando una pompa meccanica in superficie, cioè una leva a pedale o a mano, per far risalire l’acqua.
5) Attorno alla pompa viene fatta una larga pedana in cemento per tenere polvere e sporcizie lontane dall’acqua.

Ora cosa possiamo fare?
Continua il nostro impegno e il prossimo obiettivo è fare 3 nuovi pozzi a Bassai, Bougounzou - villaggi ancora oggi senza accesso all’acqua potabile - e non ultimo nella piantagione del Carmel a Bangui. Vorremmo farli entro l’anno. Il costo previsto è più di 200 € per ogni metro di profondità quindi la spesa totale supera i 13.000 euro l’uno (previsti circa 60 metri di profondità). Ogni pozzo copre il fabbisogno di 50 famiglie, per un totale di circa 400 persone, per l'uso domestico. Il progetto è stato preso a cuore anche dall’ Associazione “Amici per la vita” onlus di Milano che invito in Centrafrica per vedere con i propri occhi fino a dove arriva il loro aiuto.

Padre Davide Sollami