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Un colonnello dei ribelli imperversa sulla popolazione

Domenica 7 luglio il colonnello ha torturato un giovane e, quando il sindaco della città ha voluto chiedere spiegazioni, il colonnello ha freddato il giovane. Da quel momento anche la vita della signora Agnès Mbaikoua, primo cittadino di Paoua, è in pericolo: il colonnello Issa ha puntato la pistola alla testa del Sindaco... e la donna sarebbe stata uccisa se non avesse implorato di essere risparmiata.
Un testimone che ha chiesto di rimanere anonimo ci ha detto: "La vita delle persone è nulla per il colonnello che gestisce la città come se fosse casa sua. Perché le autorità di Bangui, la Capitale del Paese, non intervengono?". Il colonnello e i suoi uomini vivono sulle spalle della popolazione povera: "Esigono di pagare multe di ogni tipo e, in caso di rifiuto, è la tua vita ad essere messa sul piatto. Viviamo nella terra dei nostri padri, non è giusto subire questa umiliazione", ha detto un altro residente.

La "carriera" militare del colonnello Issa è improvvisata: da rappresentante degli autisti di moto-taxi della città di Gorè, una città nel sud-ovest del Ciad, si è unito alla ribellione e nella mischia avrebbe ottenuto il gallone di “colonnello”.

Oggi non è solo la città di Paoua a vivere questo tipo di tragedie:

Da quando a Bangui la FOMAC ha annunciato il disarmo dei ribelli “Séléka”, tanti armati hanno abbandonato la Capitale per nascondersi nelle province. Questa situazione ha gettato nell'insicurezza tutto l’entroterra.

(Tratto da www.leconfident.net dell'11 luglio 2013)