Si respira la Chiesa

Si respira la Chiesa - Amicizia Missionaria - Missioni Carmelitane in Centrafrica
13 Aprile 2018

I vescovi, dopo aver invocato lo Spirito Santo, pregano ed impongono le mani su don Mirek, inginocchiato, mentre due diaconi tengono sospeso sul suo capo il Vangelo. E Mirek diventa il Vescovo Mirek. Subito dopo riceve i segni di questo Ministero: la mitra, il pastorale, l’anello.

L’emozione inonda la cattedrale di Bouar e le migliaia di fedeli, arrivati qui da tutto il Centrafrica.

L’ordinazione del Vescovo è un evento eccezionale, un momento di svolta nel percorso pastorale della diocesi, in cui si respira l’essenza della Chiesa. Noi non potevamo mancare a questa giornata di festa, iniziata ventiquattro ore prima.

Facciamo un passo indietro... è sabato mattina, 10 febbraio. La piazza della chiesa di Bozoum è già molto frequentata, fin da prima dell’alba. Camion e macchine sono pronti, e alle 5.15 si parte per Bouar, con una delegazione di 110 persone, per partecipare alla consacrazione del nuovo vescovo di Bouar, Miroslaw Gucwa.

Lo stesso giorno, partono una trentina di parrocchiani da Baoro. Lungo tutto il tragitto, il canto dei giovani e catechisti si alza insieme alla polvere sollevata dalle tre auto del piccolo convoglio guidato da P. Stefano Molon. Mentre, da Bangui, P. Federico Trinchero e gli studenti carmelitani arrivano il mattino successivo.

La diocesi di Bouar comprende dodici parrocchie e per ognuna una delegazione di cinquanta persone sarà accolta dalle varie comunità della città di Bouar. Creata il 1 aprile del 1978 da Papa Paolo VI, la diocesi di Bouar aveva avuto per quasi quarant’anni un solo vescovo, il cappuccino P. Armando Gianni. Per l’occasione, insieme al Cardinale di Bangui erano presenti vescovi giunti dalle nove Diocesi del Centrafrica, ma anche da Cracovia (Polonia) e dal Camerun.

Alle 9 di sabato mattina si svolge un incontro tenuto dal Cardinale di Bangui, Dieudonné Nzapalainga, e dai vescovi di Mbaïki, Bangassou e Alindao per i cristiani giunti da tutta la diocesi per l’occasione: quasi tre ore di presentazione del ruolo e del lavoro del vescovo, ma tra interventi, canti e simpatia, il tempo passa velocemente.

Domenica è il grande giorno. Tutto è organizzato alla perfezione e alle 8.30 inizia la Messa: dodici vescovi, un centinaio di sacerdoti e circa 3.000 fedeli riempiono la grande Cattedrale.

Dopo una brillante omelia del Cardinale, in francese e in Sango, si passa al rito vero e proprio.

Prima il ricco offertorio, la consacrazione e la comunione e poi l’atteso saluto del nuovo vescovo. È bello sentire, sia dal Cardinale sia dal nuovo Vescovo, che la diocesi di Bouar è ricca di carità e di opere (scuole, ospedali, agricoltura), ma anche di comunità religiose che si dedicano con gioia e generosità al servizio dei più poveri.

Il vescovo Mirosław Gucwa ha sottolineato che nel suo ministero sarà importante la cura dei molti poveri e degli ammalati.
A causa dei conflitti armati molte persone hanno dovuto lasciare le loro case nei villaggi ed ora hanno bisogno di aiuto non solo materiale, ma anche spirituale. Sarà questo uno dei compiti per la Caritas diocesana e parrocchiale.

Il nuovo vescovo di Bouar ha attirato l’attenzione anche sul bisogno di formazione spirituale e laicale. Più attenzione, ha detto, dovrà essere dedicata alla formazione dei giovani che si uniscono al seminario e alla formazione di nuovi sacerdoti. Importante saranno anche i corsi di teologia e liturgia per laici - ha sottolineato il vescovo.

Al termine della celebrazione il nuovo Vescovo è passato tra la gente, benedicendo il “suo” popolo, che l’ha accolto con grande gioia ed emozione!

“Pregate per me”, ha chiesto, ma anche per “tutti i missionari e le persone che, con dedizione e generosità, dedicano la loro vita agli altri”.

Tornando a casa portiamo con noi la gioia di un evento che ci ha fatto sentire più Chiesa. Questa tappa rimarrà indelebile nel cammino della giovane storia della chiesa in Centrafrica che guarda al futuro con Speranza.

Padre Aurelio Gazzera e Padre Davide Sollami

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BOUAR, 11 febbraio 2018: l'emozione delle migliaia di fedeli accorsi riempie la cattedrale, la cui forma si ispira a quella di una capanna africana alta 23 metri.

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BAORO: la Diocesi è stata retta da Monsignor Gianni dal 1978. In questa foto d'archivio, battezza un adulto, assistito dal nostro Padre Renato.