A Bogala, un pozzo per garantire salute e futuro
A circa 42 km da Bozoum, lungo la strada sterrata che porta verso Bouar, sorge Bogala, un piccolo centro abitato che quest’anno è stato bruciato dai ribelli “3R”. Eppure, nonostante tutto, la popolazione ha scelto di restare e di ricominciare. Ma c’è una cosa che manca da sempre, ancora prima del passaggio del gruppo armato: l’acqua. È l’unico villaggio della zona che non ha mai avuto un pozzo. Gli abitanti si riforniscono al fiume Ouham, vicino ma oggi fortemente inquinato. Negli ultimi anni, le attività delle società straniere alla ricerca dell’oro hanno compromesso l’ecosistema locale, rendendo il torrente torbido e sporco. Il corso d’acqua naturale, che in passato era vitale per la comunità, non è più sicuro e rappresenta un rischio per la salute della popolazione. Il bisogno di un pozzo è urgente, ma scavare in Centrafrica non è semplice: esiste una sola impresa capace di realizzare trivellazioni profonde per trovare acqua potabile. Inizialmente ci ha detto che non avrebbe raggiunto Bogala, perché troppo lontano e isolato. Abbiamo insistito, spiegato e negoziato. Il preventivo iniziale era 11.500 € ma, alla fine, abbiamo concordato una spesa definitiva di 9.950 €.
Con questa cifra significativa, possiamo ridare speranza a un intero villaggio. Un pozzo non è solo acqua: è salute, dignità e tempo per le donne che non devono camminare ore ogni giorno sotto il sole. È il primo passo per costruire un futuro dove oggi c’è sopravvivenza. Aiutare Bogala significa dare un’opportunità di vita migliore.
Grazie per il vostro aiuto!