Dal 29 luglio al 3 agosto, la Chiesa universale ha celebrato il Giubileo dei giovani. Migliaia di ragazzi di tutto il mondo si sono uniti a Papa Leone XIV a Roma per rendere ragione della loro speranza. Nella Diocesi di Bouar, oltre 300 giovani dei Decanati di Baboua, Fatima e Cattedrale Maria Madre della Chiesa si sono ritrovati con il loro vescovo, Mons. Mirek Gucwa, presso la Parrocchia Santo Bambino Gesù di Baoro, affidata ai Padri Carmelitani Scalzi e dichiarata “Parrocchia giubilare” nel marzo 2025.

La mobilitazione è stata intensa, guidata dal Parroco P. Arland Djim-Toga con il consiglio diocesano per la pastorale della gioventù. Nei giorni precedenti l’evento, si sono svolti insegnamenti e dibattiti sul ruolo dei giovani nella Chiesa, sui valori culturali centrafricani, sulle attività lavorative e un “dibattito intergenerazionale” con grande partecipazione.

Venerdì 1o agosto, i giovani sono arrivati a Baoro da tutte le parrocchie della Diocesi: a piedi, in moto o su camion, cantando e danzando di gioia. Dopo l’accoglienza e la sistemazione, sabato mattina è seguita la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo, che poi ha tenuto due insegnamenti: il primo sul significato del Giubileo, il secondo sul posto dei giovani nella Chiesa.

BAORO, 3 AGOSTO: I GIOVANI RIPARTONO A BORDO DI CAMION, CANTANDO E DANZANDO

Mons. Mirek ha ricordato che il Giubileo nasce nella tradizione ebraica come anno santo di liberazione e riconciliazione (Levitico 25), e che Cristo, nel Vangelo di Luca, lo rinnova come tempo di grazia e di misericordia. Ha poi ripercorso la storia dei Giubilei nella Chiesa, dal 1300 a oggi, sottolineando che questo tempo è un’occasione di perdono e di rinnovamento spirituale. Nel secondo insegnamento, il Vescovo ha invitato i giovani a sentirsi parte viva della Chiesa, portando il loro contributo come il ragazzo dei “cinque pani e due pesci”. Anche chi ha poco può offrirlo a Dio, che lo moltiplica. I giovani sono chiamati a essere fermento di fede, speranza e carità, impegnandosi nella comunità, nei movimenti e nei consigli Parrocchiali, vivendo la santità nelle loro vocazioni: matrimonio, sacerdozio o vita consacrata.

Mons. Mirek ha esortato i giovani a testimoniare la fede nella famiglia, nella scuola e nella società, aiutando chi è in difficoltà e opponendosi a quella che il Papa chiama “cultura della morte”: indifferenza, egoismo, violenza e perdita di valori. Solo restando uniti a Cristo nella preghiera e nei sacramenti potranno essere portatori di luce e di speranza.

Nel pomeriggio, dopo le confessioni e un momento musicale, si è svolto il pellegrinaggio della speranza. I giovani hanno camminato per le vie di Baoro pregando e cantando, fino alla chiesa giubilare, dove hanno attraversato la Porta Santa come segno di conversione e rinnovamento. Il gesto, accompagnato dalla professione di fede e dalla preghiera per le intenzioni del Papa, è stato vissuto in profondo raccoglimento.

BAORO, 2 AGOSTO: MONS. MIREK TRA I GIOVANI

Durante il cammino, i giovani hanno incontrato diverse realtà della città, fermandosi a pregare per i malati presso l’ospedale e per gli insegnanti e gli studenti davanti all’asilo “Il Germoglio”. Questi momenti hanno reso il pellegrinaggio non solo un gesto simbolico, ma anche concreto: un modo per portare la fede nei luoghi della vita quotidiana. La sera, la veglia giubilare dei giovani a Roma è stata trasmessa su grande schermo nel cortile della Parrocchia. I canti, le testimonianze e le parole del Papa hanno toccato profondamente i partecipanti, che hanno risposto con danze e preghiere. È stato un momento di comunione universale, che ha fatto sentire i giovani di Bouar parte di una Chiesa viva e in cammino.

Domenica 3 agosto, Mons. Mirek ha presieduto la Messa solenne. Nell’omelia ha incoraggiato i giovani a non lasciarsi vincere dalla paura, ma a essere testimoni coraggiosi di Cristo. Ha invitato i genitori ad ascoltarli e a sostenerli nelle loro scelte di vita e di fede. Dopo la celebrazione, ai giovani e ad alcune autorità della città di Baoro è stato servito il pasto che, nella tradizione africana, è un momento centrale di vita sociale, di condivisione, di convivialità e di fraternità.

Così si è concluso il Giubileo dei Giovani della Diocesi di Bouar presso la Parrocchia Santo Bambino Gesù di Baoro.

I ragazzi sono infine ripartiti verso le loro rispettive parrocchie come testimoni della speranza.

Fra Aristide-Maria